Sobbalzo sotto le coperte, come una tigre che azzanna la sua preda. Il cuore mi batte a mille, come se una mandria di elefanti, travolgesse ogni mio pensiero più innocente. Il corpo surriscaldato da strane sensazioni.
Mi sento bruciare ogni angolo della mia anima, che pulsa di sensazioni contrastanti.
Mentre scivolavo piano nel sonno più profondo, mi si è formata un’immagine vivida di me e Ricky arrotolati e avvinghiati nel letto che mi ha fatto letteralmente svegliare.
Non voglio vedere tutto questo come un qualche segno sarebbe stupido; lui è qui al mio fianco che dorme e riposa. Io invece da questa parte del letto accalorata e spaventata da quell’immagine.
Mi alzo e vado a bere un bicchiere d’acqua… comincio ad avere dubbi di aver esagerato con il gelato al cioccolato. Cos’è che dicevano l’altro giorno a proposito del cioccolato? Ah già che provocava se preso in dosi eccessive, un innalzamento dell’appetito sessuale.
Se a questo poi ci aggiungiamo il mio periodo di totale astinenza che dura da diversi mesi… anzi oramai un anno intero, sicuramente questo è stato il motivo di tali pensieri e sogni.
Riprendo a fatica il controllo di me e per evitare altri problemi mi sdraio sul divano e mi addormento ma in maniera tormentata.
Piombo subito in un sonno profondo, nel quale mi ritrovo a camminare al buio. Il mio corpo emette una stranissima luce molto soffusa e quasi invisibile. Ma è lì presente che anima i miei contorni.
Ora arrivo davanti ad una porta e istintivamente la apro. Mi ritrovo nella mia stanza da letto, illuminata da migliaia di candele sparse per l’intera superficie.
Il mio letto è ricoperto di lenzuola rosse di seta che ricoprono un corpo disteso. Un senso di vertigine mi pervade, ma la curiosità è più forte e mi ritrovo a camminare verso il letto e ad allungare una mano verso le lenzuola per spostarle, per poter vedere il volto di chi mi aspetta la sotto.
Finalmente tocco il lenzuolo e riesco a scostarlo.
Un senso di vertigine si impadronisce di me. Lì sotto le lenzuola il volto di Ricky mi sorride, sereno e dolce e mi invita ad avvicinarmi. Mi prende la mano e senza forzarmi mi trascina sotto le lenzuola.
Non ho la forza di resistergli, mi lascio prendere dai suoi baci, che come lame di fuoco tagliano la mia anima, riducendola a piccoli brandelli che si disperdono nel vento. Le labbra si scaldano e si inumidiscono al contatto con una lingua che non smette di ricercare la mia che avida di sapori si muove sinuosa come una serpe.
Le sue mani indugiano sui miei fianchi; li accarezzano, li stringono, li sforzano mentre voraci e curiose continuano a vagare sulla mia pelle. Arrivano al seno e lo coccolano, come fosse qualcosa di prezioso. Sento la sua bocca che si avvicina al mio ventre. L’alito caldo che percepisco prima del suo bacio, mi mette già brividi caldi in corpo e nel momento del contatto con la pelle una scarica di piacere già percorre il mio corpo.
Continuo a dibattermi nella mia mente se sia giusto o sbagliato quello che sta accadendo, ma non posso fare a meno di dimenticare questi pensieri nel momento in cui la sua lingua si insinua nel mio corpo.
Estasi totale. Ecco cos’è. Un senso di possessione e di perverso per una cosa così semplice ma molto intima. La sento muoversi in quel punto così inaccessibile solitamente ma che ora lascio scoperto e indifeso come un castello sotto assedio.
La schiena è percorsa da tensioni forti al punto da inarcarsi ad ogni colpo; le sue mani sui miei seni mentre esplora i miei segreti. Istintivamente le mie si stringono sulle sue mentre ogni briciolo di pudore, si dissolve come neve al sole.
Ora mi sovrasta e dolcemente entra in me con tutto se stesso. Movimenti dolci e ritmati, che si fanno sempre più veloci e piacevoli.
Corre il mio sangue in un corpo che esplode di calore e di desiderio.
Veloce sempre più veloce fino a che in un affanno liberatorio, urlo il mio piacere e…
Mi sveglio sudata e trafelata e con una voglia di sesso che mi sale dalle gambe e ho bisogno solo di farmi una doccia…
(continua...)
by AngelsCry

Vortici e spirali,
di puro tormento,
in una notte agitata,
che mi porta sgomento.
Corro respiro,
senza pace interiore,
mentre fuori dal corpo,
il sole prende colore.
Vorrei tenerti in mano,
mentre affronto la vita,
corraggioso e disordinato,
come un vento nei campi.
Ma la vita no,
quella non te lo permette;
devo costantemente fare,
quello per cui sono nato.
Quindi vivo e amo,
come ho sempre fatto,
perché solo così,
potrò sentirmi vero.
byAngelsCry
Volevo passare la notte in maniera semplice, seduta davanti al televisore, con una copertina a farmi compagnia. La giornata era già stata pesante di suo, con il capo a tentare in tutti i modi di farmi sentire un oggetto inutile, buttato sulla scrivania di un perditempo qualunque.
Volevo sprofondare solamente nel mio sonno, intorpidendo la mia mente con visioni oniriche di teleimbonitori della domenica, pronte a raccontarmi tutte le più grandi frottole di questo secolo.
A volte mi meraviglio di come le piccole tv private possano sopravvivere solo con la messa in onda di certe cose. Vendite di prodotti di qualunque tipo, dal robot che pulisce i pavimenti da solo, ai coltelli super-affilati che non perdono mai il filo, a diete dimagranti, prodotti per il giardinaggio etc.
Poi la notte arriva il meglio… tu sei lì distrutta che fai zapping monocellula, nel senso che l’unica cellula cerebrale che vive ancora dopo una giornata di questo tipo, è quella adibita a quel tipo di operazione e ti imbatti in programmi adulto-porno-voyeristici, che rasentano l’idiozia.
Fatto stà che mi preparo alla meglio sul mio divano con copertina simil peluche a farmi compagnia e mi suonano al citofono di casa.
Mi alzo e vado a vedere chi è. Dal citofono la voce metallizzata di Ricky mi fa sobbalzare.
“Oh mio dio, che cavolo ci fa lui qui?”, penso mentre gli apro e mi fiondo contemporaneamente in camera per vestirmi in maniera decente, o per lo meno presentabile.
Faccio giusto in tempo a buttarmi dentro un paio di jean attillati e una magliettina un po’ scollata e già il campanello suona.
Mi dirigo verso la porta dandomi una sistemata velocissima e apro.
Gli occhi liquidi di Ricky mi smontano in un secondo. Quelle lacrime che gli solcano il viso e quegli occhi arrossati dal dolore non mi preannunciano niente di buono.
Io e Ricky siamo sempre stati ottimi amici. Ci conosciamo fin dai tempi delle elementari. Spesso si giocava assieme poiché da piccoli eravamo vicini di casa. Poi naturalmente nel tempo siamo cresciuti ognuno ha seguito strade differenti, siamo andati a vivere in paesi diversi, ma alla fine siamo rimasti in contatto e spesso ci si vede e si fa quattro chiacchiere in compagnia.
L’anno scorso in un periodo di crisi nera per tutti e due eravamo quasi finiti a letto insieme, ma poi ci siamo fermati in tempo; ci siamo guardati dritti negli occhi e siamo scoppiati a ridere.
La nostra è sempre stata una di quelle amicizie che sono come pietre millenarie… le puoi scalfire o graffiare ma non ti tradiranno mai perché solide come gli astri nel cielo.
“Cosa cavolo ti è successo?” – esclamo, mentre lui crolla ai miei piedi e si avvinghia alle mie gambe riversando fiumi di dolore sulle mie gambe.
Lo invito a rialzarsi e lo faccio sedere sul divano. Torno alla porta e la chiudo; non si sa mai che la vecchia Galimberti, non si affacci per dire qualche sua cavolata.
Mi approprio del mio spazio sul divano, guardo in faccia Ricky e gli chiedo di calmarsi e spiegarmi cosa fosse successo.
Mi racconta della sua ragazza che lo ha mollato, con la scusa che aveva bisogno di una pausa di riflessione. Cavoli, noi donne quando dobbiamo inculare un uomo, lo facciamo sempre in maniera pesantemente dolce.
Ti diamo la speranza (ho bisogno di una pausa di riflessione), poi quando è il momento, ovvero quando lui ti giura amore eterno e ti dice che i problemi li risolverete assieme, ecco che li guardiamo e gli diamo il colpo di grazia (ho riflettuto e non ti amo più, ma in compenso ho trovato un ragazzo che mi ama alla follia e io amo lui ma tu non ti sentire offeso perché se non ti amo non è colpa tua che sei un ragazzo sensibile dolce affettuoso e caramelloso, ma è colpa mia che cerco altro in uomo).
Ecco perché esistono così tanti trattati sugli uomini. Loro anche se stronzi sai che comunque non dicono una cosa e poi ne fanno un'altra a meno che non ti stiano cornificando. Noi donne invece siamo terribili calcolatrici e manipolatrici e siamo capaci di ridurre il cervello maschile in pappa.
Ma ora il mio compito era un altro e investita del ruolo di crocerossina dei cuori infranti, ho preparato una cioccolata calda (per due perché non si può lasciare una persona triste a sorseggiare cioccolata da sola) e gli ho offerto rifugio qui da me questa notte.
Gli offro un lato del mio letto e lo mando a riposarsi mentre io metto a lavare tazze e pentolame usato precedentemente.
Finalmente all’alba delle 3 riesco a mettermi a letto anche io, cercando di far si che Morfeo mi ospiti tra le sue spire quando…
(continua…)
by AngelsCry
Un volto stanco a fine giornata,
mi guarda supplichevole e dolce.
Chiede un mio tenero abbraccio,
fatto di amore e sensazioni uniche.
Concedo a questo semplice sguardo,
tutto il mio cuore innamorato.
Sono momenti di puro desiderio,
momenti di puro amore reale.
Rimango a guardarti mentre,
con semplice velocità scivoli nel sonno.
Il tuo viso disteso e silente,
che in questa stanza si protegge,
mostra a me quello che è il futuro,
che domani e dopodomani guarderò invecchiare.
by AngelsCry

Ti manca solo quel piccolo salto,
per passare quel sottile muro,
che divide il tuo cuore dal tuo ego.
Mentre insisti cocciutamente,
a picchiare la testa dispotica,
contro un muro di false ipocrisie.
La senti forzare l'invisibile,
come lama che attraversa la carne,
mentre il mondo ti gira attorno.
Sei solo un angolo di cielo,
in questo tuo cammino continuo,
verso la verità che ti si schiuderà.
Dimentica il tuo odio viscerale
e ritorna con la mente ai primi soli;
solo allora troverai la tua strada maestra.
by AngelsCry
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